Ci sono luoghi in cui arrivi e capisci subito che dovrai dosare bene ogni scelta, non perché siano difficili, ma perché hanno già una forte identità.
Villa Corsi Salviati, a Sesto Fiorentino, è uno di quei posti.
La Villa affonda le sue radici nel Rinascimento fiorentino. Nata come residenza di campagna, è stata nei secoli legata a famiglie importanti del territorio, trasformandosi e ampliandosi fino ad assumere l’aspetto che conosciamo oggi: una dimora elegante, con facciate armoniose, scalinate scenografiche, cancellate in ferro battuto e un giardino all’italiana costruito su geometrie precise.
All’interno si trovano ambienti affrescati e decorazioni dal gusto colto, mai eccessivo.
All’esterno, invece, ci si perde nella bellezza dell’architettura e della natura: siepi potate con precisione, alberi secolari, prospettive studiate per accompagnare lo sguardo.
Emperadòr e Galan
Ho iniziato osservando le linee dominanti della villa: archi, cancelli, aperture, affreschi.
Poi ho deciso dove posizionare Emperadòr e Galan affinché non fossero “appoggiati” allo sfondo, ma inseriti dentro una struttura visiva coerente.
Nel ritratto davanti al grande cancello incorniciato dal verde, la chiave è stata lasciare spazio sopra la linea del collo, così che l’arco naturale creato dai rami accompagnasse la postura del cavallo.
Nello scatto davanti all’affresco, invece, ho cercato una composizione quasi pittorica: il cavallo centrato sotto la volta, le linee architettoniche a fare da cornice, proporzioni controllate per non deformare né il soggetto né lo sfondo.
In questi casi il rischio è sempre lo stesso: che il luogo rubi la scena.
Il lavoro sta proprio nel far convivere tutto.
Joanna, Lorenzo e la piccola Aurora
Dopo i ritratti dei cavalli, siamo passati alla parte più personale del servizio.
Joanna e Lorenzo hanno un’eleganza naturale che si sposava perfettamente con il contesto, ma la vera sorpresa, come spesso accade, è stata Aurora.
Fotografare un bambino con un cavallo richiede attenzione doppia: sicurezza, tempi rapidi, comunicazione chiara.
Ma quando c’è fiducia, il risultato arriva.
Posizione corretta, distanza giusta, sguardo del cavallo, espressione. Tutto deve funzionare nello stesso momento.
E poi c’è stato il momento in movimento, tra le geometrie del giardino all’italiana, con le statue a vegliare dall’alto.
Qui ho scelto un’inquadratura più ampia per inserire cavallo e cavaliere dentro la struttura del parterre, senza perdere leggibilità del soggetto.
Fotografare in un luogo così
In contesti del genere preferisco lavorare nel tardo pomeriggio, quando la luce si abbassa e diventa più morbida. Questo mi permette di mantenere colori pieni, senza contrasti aggressivi, e di rispettare le tonalità naturali sia dei cavalli che delle pareti storiche.
Il mio obiettivo non è mai “riempire” la scena, ma costruirla con precisione: linee, proporzioni, ritmo visivo.
Quando tutto si allinea, l’immagine funziona senza bisogno di altro.
È stato un pomeriggio intenso, curato nei dettagli, ma anche sereno.
Joanna, Lorenzo e Aurora hanno reso tutto naturale, nonostante nulla fosse lasciato al caso.
E i loro cavalli hanno fatto il resto.
Grazie per la fiducia e per avermi permesso di raccontare un pezzo della vostra storia in un luogo così carico di carattere.
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Villa Corsi Salviati
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